La regina delle provinciali

foto depocaIl primo vagito e il nuovo stadio Atleti Azzurri d'Italia

La fondazione dell'Atalanta risale al 17 ottobre 1907. Deve il suo nome all'omonima ninfa della mitologia greca, nota per le sue grandi qualità di atleta. I colori sociali inizialmente sono il bianco e nero a righe verticali. Nel 1920, in seguito alla fusione con l'altra squadra di calcio di Bergamo, la maglia diventa metà azzurra e metà nera. Presidente è Enrico Luchsinger, un imprenditore svizzero tra i fondatori del primo nucleo calcistico della città orobica. Il primo vero campo di gioco viene realizzato nel 1914 in via Maglio del Lotto. È nel 1919 che la società si trasferisce sul nuovo campo della "Clementina", denominato "Stadium Atalanta", dove rimane fino al primo novembre 1928. La prima partita ufficiale nel nuovo stadio "Brumana" si chiude con la vittoria dell'Atalanta sul Mestre per 4-1. La nuova struttura, si trovava in viale Margherita (ora viale Giulio Cesare) che fu battezzata come "Atleti Azzurri d'Italia", tuttora sede delle partite neroazzurre.

Gli anni '20: arrivano i primi stranieri e si mette in luce il portiere Ceresoli

Obiettivo dei dirigenti dell'Atalanta di quegli anni è raggiungere la Divisione Nazionale. Proprio per questo nella stagione 1925/26, l'Atalanta acquista i primi due stranieri della sua storia. Si tratta degli ungheresi Lukatz (centravanti) e Hauser (mezzala). Il primo rimane a Bergamo alcune stagioni con ottimi risultati. Allenatore è il suo connazionale Imre Payer, con il quale si ottiene l'agognato traguardo per il campionato di Prima Divisione 1928-29. Con la stagione 1929/30 prende il via la formula del campionato a girone unico, ma l'Atalanta parte dalla serie B. I neroazzurri inseguono tenacemente la promozione in serie A.

Gli anni '30: l'Atalanta disputa il primo campionato di "serie A"

Nella stagione 1936/37 c'è l'ingresso trionfale nella massima divisione dopo il secondo posto in serie B. L'ex nazionale Ottavio Barbieri guida la squadra formata in maggioranza da bergamaschi doc. Tutti bravissimi, ma tre in particolare si mettono in evidenza: Saverio Cominelli di Ponte Nossa, Vittorino Schiavi di Clusone e Arnaldo Salvi di Bergamo; il primo con 58 reti è tuttora il capocannoniere di tutti i tempi dell'Atalanta. Il paradiso per l'Atalanta dura solo un anno e scivola nella serie cadetta, dove rimane per due stagioni. Nel campionato 1939/40 l'Atalanta termina al primo posto dopo una galoppata entusiasmante, sospinta nuovamente dal trio Cominelli, Schiavi e Salvi, ai quali si è aggiunto il centravanti Gaddoni, capocannoniere del torneo con 25 reti.