La magnifica impresa in Europa

mondonicoGli anni '70: gli anni della spola fra A e B segnati dall'inizio della ventennale presidenza Bortolotti

In questi l'Atalanta riesce a riconquistare la permanenza in serie A ma solo per periodi molto brevi. L'Atalanta sarà sempre fra le due serie, toccando però il fondo a fine decennio con la retrocessione in serie C. In questi anni l'Atalanta conferma comunque la sua principale dote: essere una "provinciale di lusso". Vantando ben 42 presenze in serie A si è dimostrata sempre capace, più di qualsiasi altra provinciale, di ritrovare le energie per ritornare nel massimo palcoscenico del calcio italiano. Nella stagione 1970/71 la squadra partecipa al campionato di serie B e alla presidenza arriva Achille Bortolotti. Una figura che segnerà la storia della squadra per un ventennio. Resterà alla guida della società fino alla sua tragica morte avvenuta nel 1980. Gli succederà il figlio Cesare. Lo stretto legame verrà tragicamente spezzato il 6 giugno 1990 a causa di un incidente stradale nel quale Cesare Bortolotti perde la vita. Un periodo indimenticabile per i colori nerazzurri che ogni anno viene ricordato con il "Trofeo Bortolotti".

Il primo anno di presidenza Bortolotti segna il ritorno trionfale in serie A. Per la nuova avventura nel massimo campionato (1971/72) l'Atalanta acquista il centrocampista Ottavio Bianchi e l'attaccante Emiliano Mondonico. Torneranno a Bergamo qualche anno più tardi nella veste di allenatori. La stagione 1972/73 è segnata dall'esordio in prima squadra, a 19 anni, del libero Gaetano Scirea. Ben presto approda alla Juventus dove si imporrà come uno dei migliori giocatori in assoluto nel suo ruolo. La permanenza tra i grandi Club dura un paio d'anni e poi si torna di nuovo nel purgatorio della B per restarci quattro stagioni consecutive, dal 1973/74 al 1976/77, anno in cui si conquista la promozione al termine di un combattuto spareggio a tre squadre: Cagliari, Pescara e Atalanta. In panchina siede Titta Rota con tutta la sua grande passione ed energia; in porta c'è ancora l'ottimo Pizzaballa; comanda la difesa Gian Pietro Marchetti, un vero baluardo contro gli attaccanti avversari. A centrocampo un mix eccellente: il classico Scala con due lottatori del calibro di Festa e Rocca; sulle ali giocano Fanna e Bertuzzo.

Gli anni '80: riaprono le frontiere, a Bergamo arriva lo svedese Stromberg

Con la riapertura delle frontiere ai giocatori stranieri si apre un'opportunità di riscatto per l'Atalanta. Dopo uno stentato inizio di decennio i bergamaschi ritornano in serie A per la stagione 1984-85 grazie alla guida tecnica di Nedo Sonetti, che porta la squadra a vincere il campionato cadetto. L'Atalanta si butta così sul mercato scandinavo, da sempre fonte di successi per i colori nerazzurri. Viene acquistato Glenn Peter Stromberg, che diventa subito un punto di riferimento per tutta la squadra. Rimarrà a Bergamo per ben sei stagioni consecutive diventando il capitano e il giocatore immagine dell'Atalanta di questi anni. La stagione 1984/85 si conclude con un decimo posto grazie anche all'ottimo apporto del portiere Ottorino Piotti. L'anno successivo la squadra neroazzurra si classifica all'ottavo posto delle graduatoria di serie A e si mette in evidenza Roberto Donadoni che lascerà a fine stagione Bergamo per vestire i colori del Milan. La permaneza in Serie A prosegue fino alla stagione 1986/87 quando, complice la sfortuna, l'Atalanta retrocede all'ultima giornata. La squadra di Sonetti riesce comunque a raggiungere la finale di Coppa Italia ma viene sconfitta dal Napoli campione d'Italia, nelle cui file milita Maradona. Si qualifica comunque di diritto per la Coppa delle Coppe. Proprio in questa competizione l'Atalanta scrive una delle pagine più esaltanti della sua storia. Un fattore decisivo è l'arrivo sulla panchina del giovane allenatore Emiliano Mondonico. Porta la squadra alla promozione in serie A ma soprattutto la guida in una cavalcata entusiasmante in Europa, dove viene raggiunta la semifinale della Coppa delle Coppe. Partita in sordina, l'Atalanta elimina nell'ordine i gallesi del Merthyr Tydfil, i greci dell'Ofi Creta e i portoghesi dello Sporting Lisbona, in una sorta di rivincita della sfida di quasi cinque lustri prima. L'Italia si accorge della bella favola di questa squadra provinciale, rimasta sola a difendere l'onore dell'Italia nelle competizioni continentali. Ma il sogno diventa incubo per colpa dei belgi del Malines che eliminano gli orobici nello stadio di Bergamo stracolmo che rende onore ad entrambe le squadre in una grande giornata di sport. Il campionato 1988-89 vede ai nastri di partenza un'Atalanta stellare. Il suo centrocampo, fra i migliori della sua lunga storia, è composto da Stromberg, Fortunato, Nicolini, Bonacina e Prytz. I difensori Contratto e Pasciullo non sono da meno e sono giudicati tra i migliori in assoluto del campionato nel loro ruolo. Gli obiettivi vengono centrati con un magnifico sesto posto finale e la qualificazione in Coppa Uefa dove però i bergamaschi sono eliminati al primo turno per mano dei russi dello Spartak Mosca.