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La squadra simpatia

Luigi de canio625

L'87-88 sembra così l'ennesimo anno della beffa, ma in estate arriva la notizia del ripescaggio per meriti sportivi e per la solidità della società della squadra allenata da Cresci, che riporta Carpi 8 anni dopo nella neonata C2. La squadra, già affidata a Ugo Tomeazzi, è in ritiro preparare l'ennesimo anno di Interregionale quando arriva la notizia e il d.s. Correggiari riesce a inserire innesti di categoria nell' intelaiatura fatta per la D.

Arriva così l'annata perfetta, col Carpi che si laurea campione d'inverno dopo 21 risultati utili di fila e nonostante il sorpasso a fine corsa da parte del Chievo Verona, conquista il 14 maggio 1989, con 4 gare di anticipo, la certezza del primo storico salto in C1 grazie al secondo posto. Si apre un ciclo, con il Carpi dei vari Papone, Zironi, Nannini e Aguzzoli che scriverà pagine indelebili della storia calcistica biancorossa.

Gli anni '90: a un soffio dalla B
Il salto in C1 consoliderà la solidità societaria del Carpi, che fra alti e bassi riuscirà a mettere in fila ben 10 campionati consecutivi in categoria. Il protagonista è ancora Tomeazzi, che nelle sue ulteriori tre stagioni da mister regala altrettante salvezze: ottima quella condita dall'ottavo posto del 1989-90, dove solo la mancanza di un bomber preclude ulteriori sogni alla matricola biancorossa, ma buoni anche il 13° e il 9° delle annate successive, chiuse in rimonta.

Nel '92-93 arriva Ciaschini in panchina, ma dopo un buon avvio la squadra precipita, dopo aver perso in estate gran parte del gruppo storico: l esclusione dal campionato dell'Arezzo fallito (il Carpi coi toscani aveva raccolto 6 punti) è la mazzata e in aprile, con la squadra in fondo, arriva l'esonero di Ciaschini e la scelta cade sul vice Domenico "Ciplito" Fornaciari, che però non evita la C2, cancellata in estate da un altro ripescaggio.

Si apre così un'altra era, quella di Gianni De Biasi in panchina, tecnico emergente che porterà i biancorossi ad altrettante salvezze dal '93 al '96 con due undicesimi posti e un nono, in cui si mettono in mostra i goleador, prima Protti e Nitti (24 gol in due nel '93-94), poi Beghetto (9 reti nel '94-95), quindi Cancellato (15 reti nel '95-96).

Il '96-97 è la stagione del grande sogno, quello chiamato serie B. Con De Canio in panchina i biancorossi si rivelano ben presto la mina vagante del girone, trascinati dai 7 gol nel girone di andata del futuro campione del Mondo Marco Materazzi.

Il Carpi vola e chiude l'andata in vetta per la prima volta nella sua storia di C1, anche se lentamente il Treviso recupera il terreno perduto e le partenze di Materazzi stesso e Pivotto, due dei "gioielli" della difesa, fanno scivolare indietro i biancorossi.

Nonostante ciò, grazie anche ai 13 gol di Masitto, il Carpi chiude terzo e va ai playoff, dove fa fuori in semifinale il Saronno di Enrico Preziosi, arrivando alla finale di Ferrara con il Monza: al Carpi, meglio piazzato dei brianzoli, basta un pari al termine dei supplementari per la storica promozione in B, ma il Monza di Gigi Radice (in campo anche Abbiati, Asta e Milanetto) trascinato dall' ex Cancellato si impone 3-2, infliggendo agli oltre 5mila tifosi carpigiani arrivati al "Mazza" la più grande delusione della storia biancorossa.

Quel 15 giugno 1997 sarà una date purtroppo chiave per la storia del Carpi, che inizia nel suo lento ma inesorabile declino. Il presidente Saltini, per cui già si parla di un prossimo disimpegno, si affida a De Vecchi, che nel '97-98 compie un vero miracolo portando un Carpi senza bomber al nono posto.

E' l'ultima annata decorosa di C, perché nel '98-99 una squadra al risparmio, affidata prima a Sacchetti e poi a Balugani dopo 9 giornate, chiuderà mestamente all' ultimo posto, imitata l'anno dopo in C2 da quella allenata prima da Specchia e poi da Cresci nel finale.

Due ultimi posti e due discese in due anni, ma la vera "mazzata" arriva nell'estate del 2000 col fallimento della gloriosa Ac Carpi e la nascita del Carpi Calcio (Codeluppi presidente) che deve ripartire dall'Eccellenza, dirottato nel girone romagnolo.

Un anonimo decimo posto chiude l'anno zero, ma a ridare speranze è l'arrivo dell'imprenditore Franco Cavicchioli che costruisce una squadra per vincere l'Eccellenza e ci riesce grazie a Papone, "bandiera" biancorossa che in panchina riporta nel 2002 il Carpi in D grazie agli spareggi (battute Massalombarda e Sacilese), grazie anche ai 21 gol di Franzese.

 

 

 


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