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La collina mistica

Chievo (Céo in veneto) è un quartiere di Verona, di circa 2500 abitanti, ubicato ad ovest della città, a circa quattro chilometri dal centro storico, sulla riva del fiume Adige. Il suo nome deriva dal latino "clivius mantici", ossia "la collina del (bosco) mistico".

Oggi è un verdissimo quartiere della periferia ovest di Verona, ma ha origine come abitato agricolo e pastorizio già in epoca preromana. Una selva sterminata che si stendeva su valli e pendìi, in vista delle colline e solcata dall'Adige, che in questo luogo, nella sua ansa, creava un'isola. Dal 1350 al 1450, infatti, il porto dell'isola aveva acquistato così tanta importanza che l'intero borgo, gradualmente, vi si trasferì per rimanervi fino ad oggi.

Al Chievo esiste una storica scuola campanaria, fondata nel 1808, che tiene esecuzioni secondo la tecnica dei concerti di Campane alla Veronese. Il monumentale campanile, infatti, ospita nove brillanti campane in scala di Mib3 calante, più semitono di quarta eccedente. I bronzi sono stati fusi dalle fonderie Cavadini, Colbachini e De Poli. Si ricorda anche la famosa "sagra del ceo" che si tiene ogni anno nelle prime settimane di settembre.

Umberto Boccioni, pittore e scultore futurista, morì a Chievo il 17 agosto 1916 in maniera accidentale cadendo dalla sua cavalla imbizzarrita alla vista di un'automobile, durante un'operazione militare. In ricordo dell'artista, venne messa una lapide che ancora oggi campeggia nella campagna clivense nel luogo dove Umberto Boccioni morì.

 

 

 


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