L'era Pontello e la rivalità con la Juve

Fiorentina 81-82Gli anni '70: la terza Coppa Italia e il debutto di Antognoni

Anni tra i più bui nella storia della Fiorentina durante i quali rischia per due volte la Serie B da cui si salva solo all'ultima giornata. In questo panorama fosco non mancarono però degli sprazzi di luce. Nella stagione 1974-75 arriva un po' a sorpresa la terza Coppa Italia. I viola giungono in finale dopo aver vinto il girone eliminatorio comprendente Palermo, Ternana, Foggia e Alessandria ed un girone finale con Roma, Napoli e Torino. Nella finalissima di Roma del 28 giugno 1975, i gigliati superano il favorito Milan per 3-2 al termine di una partita emozionante che vede i viola in vantaggio con un rigore di Casarsa. Il Milan risponde con Bigon. Rilancia il viola Guerini cui segue il pareggio di Chiarugi. La rete decisiva è di Paolo Rosi, entrato da pochi minuti. La Fiorentina si aggiudica un anno dopo, nel 1975-76, anche la Coppa di Lega Italo Inglese. Supera due volta per 1-0 gli inglesi del West Ham. Da segnalare il debutto in viola di Giancarlo Antognoni il 15 ottobre 1972 in Verona-Fiorentina 1-2. Una figura che segnerà per molti stagioni la storia della Fiorentina. Saranno 341 le sue presenze totali con la maglia gigliata.

Gli anni '80: l'era Pontello e la rivalità con la Juventus

Questi anni avranno nella famiglia Pontello, che prende la guida della Fiorentina per dieci anni, il suo punto di riferimento. Un decennio sulle montagne russe per i viola con periodi di successi e altri di cocenti delusioni. A inizio decennio la Fiorentina vive un buon momento tecnico testimoniato dal terzo posto nel 1983/84 e un secondo posto raggiunto nella stagione 1981/82 con un finale al curaro con la Juventus. Una rivalità che raggiungerà negli anni a seguire vette polemiche elevatissime. Per un certo periodo sembrò che i Pontello potessero regalare a Firenze il terzo scudetto. Ben presto il fragile castello di carta costruito dai Pontello crolla rovinosamente. I gravi problemi economici costringono la dirigenza a smantellare la squadra vendendo alla concorrenza i migliori giocatori come Passarella, Massaro e Galli. Il fuoriclasse Roberto Baggio, da tutti invidiato, fu venduto proprio alla rivale Juventus alla vigilia dei Mondiali di Italia '90 ed all'indomani della finale di coppa Uefa, persa appunto contro la Juventus (1-3 a Torino e 0-0 in campo neutro ad Avellino, i risultati). Una cessione che scatenò la rabbiosa protesta dei tifosi contro i Pontello, che un mese dopo dovettero cedere la società a Mario Cecchi Gori.

Gli anni '90: l'era dei Cecchi Gori e la retrocessione a sorpresa in B dopo 54 anni

L'arrivo dei Cecchi Gori riporta l'entusiasmo a Firenze ma per vedere i primi veri cambiamenti si dovranno attendere due anni. Il primo campionato della nuova gestione termina con un dodicesimo posto, così come il secondo, durante il quale Radice subentra a Lazaroni, l'allenatore dell'era Pontello. Dall'Argentina arriva Gabriel Batistuta, autore di 13 reti nel suo primo campionato italiano. La terza stagione è quella dei grandi acquisti e della svolta. Arrivano Laudrup e Effenberg e giocatori di grande esperienza come Di Mauro. C'è grande attesa, il mercato ha fatto schizzare gli abbonamenti. Inaspettatamente però a fine stagione la Fiorentina retrocede in B, dopo un valzer sulla panchina viola di tre allenatori. La guida tecnica della squadra è così affidata a Claudio Ranieri, che centra subito il ritorno in Serie A. Le brutte notizie non sono finite: muore Mario Cecchi Gori. La presidenza passa al figlio Vittorio. Nella stagione 1994-95 la Fiorentina si piazza decima. Batistuta riesce a segnare 13 gol nelle prime undici giornate. Batte così il record di marcature consecutive in Serie A, precedentemente detenuto da Pascutti del Bologna. I viola si rilanciano nel campionato 1995/96, che chiudono al quarto posto. L'era Ranieri si chiude con una decima posizione finale nel campionato 1996/97. Anche in Coppa Uefa il cammino non é esaltante: i gigliati sono eliminati in semifinale dal Barcellona con una sconfitta interna per 0-2, pur avendo pareggiato al Camp Nou per 1-1. Il tecnico romano ha il merito di riportare un titolo a Firenze dopo 21 anni vincendo la quinta Coppa Italia. Tre mesi dopo i gigliati vincono la Supercoppa di Lega battendo il Milan con una doppietta di Batistuta. L'anno successivo con l'arrivo del brasiliano Edmundo e del nuovo allenatore Malesani, la Fiorentina propone un gioco spumeggiante e divertente che però non le consentono di andare oltre un quinto posto. Esonerato Malesani arriva alla corte di Cecchi Gori uno degli allenatori italiani più blasonati, Giovanni Trapattoni.

I nmiglioramenti non tardarono ad arrivare. Alla sua prima stagione sulla panchina della Fiorentina Trapattoni conquista il terzo posto in campionato, dopo essere stato a lungo in testa alla classifica, riportando comunque i viola in Champions League dopo trent'anni. Nel 1999/00 il campionato va meno bene: i gigliati chiudono al settimo posto, centrando nuovamente una qualificazione Uefa dopo lungo inseguimento all'Udinese. Le soddisfazioni arrivano comunque dalla Champions League, dove i viola superano ai preliminari i polacchi del Widzew Lodz. Superata la prima fase la Fiorentina si deve arrendere a un passo dai quarti, dopo aver comunque sconfitto in casa squadre blasonate quali Valencia e Manchester United. È riuscita anche in un'impresa: aver espugnato il mitico stadio di Wembley, diventando l'unica squadra italiana di club in grado di sconfiggere una inglese nel vecchio stadio prima della sua demolizione. A maggio 2000 salutano Trapattoni e Batistuta, diventato nel frattempo cannoniere viola di tutti i tempi in serie A con 152 marcature.