Crack Parmalat, ma il Parma va

bondi2004/05, l'anno più difficile si conclude con lo spareggio di Bologna: il Parma resta in A
La stagione 2004/2005 è stata sicuramente la più difficile da quando il Parma si trova nella massima serie.
La società Parma AC S.p.A., dopo il crack Parmalat, viene dichiarata insolvente e, in virtù della Legge Marzano, passa in Amministrazione Straordinaria. Il 25 giugno 2004 nasce la società in bonis Parma FC S.p.A. – cui vengono conferiti il titolo sportivo e il parco calciatori – che dovrà essere venduta per ristorare i creditori del Parma AC.
Il Commissario Straordinario del Parma AC Enrico Bondi e il Presidente del Parma FC Guido Angiolini affidano la gestione del club all'Amministratore Delegato Luca Baraldi, la cui prima mossa è quella di mantenere in organico il centravanti Alberto Gilardino, autore di 24 reti la stagione precedente, nonostante le numerose offerte ricevute da importanti società.

Dopo tanti anni i gialloblù tornano ad essere crociati: la Società decide di ripristinare la gloriosa divisa con la croce nera (anzi, blu notte, per esigenze di sponsor) su sfondo bianco. L'avvio di stagione non è dei più esaltanti: la squadra affidata a Silvio Baldini (subentrato a Prandelli, che aveva centrato due quinti posti consecutivi in due campionati) stenta ad ottenere risultati e ben presto si trova invischiata nei bassifondi della classifica: così il 13 Dicembre 2004, dopo la sconfitta del giorno precedente a Livorno (2-0), il tecnico viene sollevato dal proprio incarico. La squadra viene temporaneamente affidata al suo vice Daniele Zoratto, ma già dal turno successivo siederà in panchina Pietro "Gedeone" Carmignani, chiamato, proprio come tre anni prima, a salvare il Parma, sull'orlo della serie B. Il malato lentamente inizia a migliorare e a risollevarsi in classifica.

Se in Coppa Italia l'avventura finisce subito (eliminati dalla Fiorentina dopo gli Ottavi di Finale) non è così in Coppa Uefa: anzi, i gialloblù avanzano continuamente, superando turni su turni, nonostante le critiche di chi sostiene sia meglio lasciare andare la Coppa per concentrarsi sull'obiettivo della salvezza in campionato. Carmignani, in Coppa Uefa, lancia, di volta in volta, giovani della Primavera, tra cui anche Dessena e Savi, parmigiani fin dalla nascita. Piccoli crociati crescono: il Parma supera il girone di qualificazione, dopo aver incontrato Atletico Bilbao, Steaua Bucarest, Standard Liegi, Besiktas, successivamente elimina Stoccarda, Siviglia, Austria Vienna, approdando alla semifinale contro il Cska Mosca.

Il 5 maggio 2005, al Lokomotiv Stadion di Mosca, il Parma viene eliminato dai russi, dopo uno spiacevole episodio accaduto al portiere Luca Bucci, uscito dal campo poiché stordito da un fumogeno lanciato dal settore dei tifosi del Cska. Nonostante il reclamo la Uefa convalida il risultato del campo, ma l'arrivo in semifinale rimane comunque una gratificazione per chi ha potuto mostrare anche all'estero la validità del proprio vivaio. Intanto in campionato la classifica rimane deficitaria: ai risultati positivi in casa fanno da contraltare quelli negativi in trasferta. Al rush finale si arriva col fiato sospeso. L' ultima partita è a Lecce: per salvarsi il Parma deve vincere. Invece finirà con un pareggio (3-3) che, per la classifica avulsa, condanna i crociati allo spareggio contro un'altra formazione emiliana: il Bologna.

I gialloblù, nello spareggio di andata al Tardini (14 giugno 2005), devono fare a meno di ben sei squalificati, per via delle tante ammonizioni ed espulsioni comminate dall'arbitro De Santis allo stadio di Via del Mare, nell'ultima di campionato: proprio a causa di queste assenze Carmignani manda in campo una formazione simil-Coppa Uefa, cioè infarcita di ragazzini della Primavera, che – grazie proprio all'esperienza maturata in Europa – si arrendono solo per 1-0 (gol di Tare). Nonostante la sconfitta tutto l'ambiente rimane ottimista sull'esito finale. La notte del 18 giugno 2005 resterà per sempre negli occhi e nella mente dei sostenitori parmigiani, accorsi al Dall'Ara a migliaia con la t-shirt gialla con la dicitura blu: "Onora Parma non tirarti indietro". Il Parma recupera i titolari e ribalta il risultato dell'andata: il 2-0 è firmato dall' epico capitan Cardone (poi costretto ad uscire per un infortunio) e da Alberto Gilardino (alla sua ultima apparizione con la maglia crociata). Piazza Garibaldi si colora di gialloblù per celebrare una vittoria che vale più delle coppe precedenti.

2005/06: Il Parma di Beretta si salva con 4 turni di anticipo e si piazza al decimo posto
Sono diversi i candidati all'acquisizione del Parma FC, anche se alla fine la cessione non verrà mai perfezionata: le vicissitudini societarie, però, influenzeranno a lungo i risultati sportivi della squadra, disturbata dalle voci sull'arrivo di possibili nuovi proprietari e di conseguenza di nuovi dirigenti (allenatore incluso). In realtà anche per tutta la stagione 2005-06 il Parma FC rimarrà di proprietà del Parma AC in Amministrazione Straordinaria e quindi "controllata" dal Commissario Straordinario Enrico Bondi. Il Presidente continuerà ad essere Guido Angiolini, col quale collaborerà per alcuni mesi il nuovo Amministratore Delegato Alberto Peroglio Longhin, subentrato al dimissionario Luca Baraldi. La direzione tecnica della Società rimarrà nelle mani del Direttore Sportivo Oreste Cinquini e il nuovo allenatore sarà Mario Beretta.

Pietro Carmignani guiderà la formazione Primavera. La squadra orfana di Gilardino, Frey e Bovo, ma rinforzata con l'arrivo di Corradi, la conferma di Morfeo e il ritorno di Fernando Couto, ha un difficile inizio di campionato: a dicembre il Parma ha un piede in serie B, ma Società e giocatori non mollano, anzi fanno quadrato. Inizia una rapida risalita: grazie ad una giusta mentalità da provinciale e trascinato dalla strana coppia di bomber Bresciano-Simplicio, il Parma guarisce dall'endemico mal di trasferta e conquista punti preziosi anche lontano dal Tardini. Marzo è il mese d'oro per la squadra di Beretta che cala un poker di vittorie in sequenza (a Messina e a Lecce, oltre ai successi interni su Livorno ed Inter).

Dopo l'ininfluente sconfitta di Udine la marcia riprende con altri due successi consecutivi: 4-0 interno alla Reggina e 2-1 a domicilio alla Sampdoria. E' sabato 15 aprile 2006: la salvezza matematica è arrivata addirittura con quattro turni d'anticipo sulla fine del campionato. Chi l'avrebbe mai detto alla fine del girone d'andata?Nelle ultime quattro giornate il Parma difenderà in scioltezza la decima posizione in classifica.

Stagione 2006/07: la salvezza viene conquistata all'ultima giornata
La stagione 2006/07 del Parma FC comincia in salita: la squadra, affidata al giovane tecnico parmigiano Stefano Pioli parte con l'handicap di un calendario proibitivo, dovendo affrontare, dopo il neopromosso Torino, il Milan, la Fiorentina, la Roma e la Sampdoria. Dopo questo ciclo terribile il Parma, si trova subito nei bassifondi della classifica: il gruppo, nonostante l'ottimo lavoro quotidiano dello staff di Pioli, causa mancanza di risultati, cade così in una sorta di stato di depressione e carenza di autostima. Alla complicata situazione di classifica si aggiungono le ormai consuete ed immancabili voci sull'imminente cessione del club che – specie dopo l'addio del Presidente Guido Angiolini – continuano a rimbalzare di bocca in bocca, di pagina in pagina, senza portare, però, a nulla di concreto. Ma è proprio quando sembra che non ci siano ormai più speranze di ripresa che avviene il passaggio epocale, il punto di partenza per la vera rinascita del Parma, sopravvissuto dopo il devastante crac Parmalat, sotto la direzione e il controllo dell'Amministrazione Straordinaria del Commissario Enrico Bondi.

Il 25 gennaio 2007 il Commissario Straordinario Enrico Bondi passa definitivamente le chiavi del Parma FC nelle mani della nuova Proprietà, la Eventi Sportivi s.r.l., che fa capo agli imprenditori bresciani Tommaso Ghirardi (che, trentunenne, diventa il più giovane Presidente della Serie A) ed Angelo Medeghini (Vice Presidente) oltre a Banca Monte Parma (detentrice del 20% delle quote), il cui Presidente Alberto Guareschi viene nominato Presidente Onorario del Parma FC. I tre, subito dopo il passaggio delle quote, davanti ai giornalisti vengono simpaticamente ribattezzati dal Dottor Bondi: "I tre moschettieri".

Il mercato riparatore di gennaio è ormai agli sgoccioli, dal Manchester United da qualche giorno era arrivato in prestito il gioiellino Giuseppe Rossi, ultima operazione di mercato dell'era Bondi, ma la nuova Proprietà coglie tempestivamente la possibilità di rinforzare ulteriormente la rosa con un calciatore che si rivelerà molto prezioso per il proseguo della stagione: il centrocampista Francesco Parravicini. Arrivato in inverno con la formula del prestito Parravicini diverrà poi un giocatore crociato a titolo definitivo durante il mercato estivo.

Parte il girone di ritorno: il Parma riesce sì a battere il Torino, ma le due sconfitte con il Milan e la Roma complicano ulteriormente la classifica al punto da indurre il Presidente Ghirardi a prendere una decisione considerata sul momento impopolare, ma che si rivelerà poi determinante per la felice conclusione della stagione: l'esonero dell'allenatore parmigiano Stefano Pioli, sostituito con Claudio Ranieri – tecnico dal grande carisma e dai gloriosi trascorsi europei – che saprà far ritrovare ai calciatori le motivazioni perdute, guidandoli in una memorabile rimonta che rimarrà negli annali. Ranieri, onestamente, riconoscerà più volte gli indubbi meriti del suo predecessore (tra l'altro suo ex calciatore) e del suo staff per aver saputo preparare molto bene la squadra, specie dal punto di vista tattico: in effetti si sarebbero rivelate una chiave vincente le capacità camaleontiche dei crociati, capaci di interpretare, nel migliore dei modi, più sistemi di gioco, anche durante la stessa partita.

A pochi giorni dal suo ingaggio, il nuovo allenatore si trova ad affrontare tre gare in una sola settimana: l'andata dei Sedicesimi di Finale di Coppa Uefa contro il Braga, la partita di campionato in casa con la Sampdoria e la gara di ritorno contro i portoghesi. Tre gare in cui i risultati non risulteranno essere esattamente quelli che tutti auspicavano: il Parma, fuori dall'Europa, rimane in stallo in Campionato. Nonostante i verdetti negativi del campo, la squadra, però, appare trasformata: il nuovo Parma è più combattivo e convinto, e lotta fino all'ultimo minuto di ogni gara senza arrendersi mai. Claudio Ranieri, tra le tante doti, possiede quella indiscutibile di essere un grande motivatore: in poco tempo – assieme al suo prezioso gruppo di collaboratori (il Vice Christian Damiano, il Preparatore dei Portieri Giorgio Pelizzaro ed il Preparatore Atletico Riccardo Capanna) – riesce a ridare stimoli a tutto l'ambiente. E la voglia di lottare con la consapevolezza dei propri mezzi comincia a tradursi ben presto in risultati sul campo: i crociati ricominciano a racimolare qualche punto grazie ai pareggi con Ascoli, Reggina e Atalanta.

Ma è nella seconda metà del girone di ritorno che la squadra dimostra veramente tutta la personalità riconquistata e la fame di vincere: la prima vittoria arriva il 18 marzo 2007, con il Siena dell'ex Mario Beretta e poi, dopo una sola sconfitta in casa dell' Inter, arrivano la vittoria al Tardini contro il Livorno, il pareggio casalingo con il Catania e poi i successi contro Palermo, Fiorentina e Cagliari, che finalmente permettono alla squadra di respirare e di guardare con sempre maggior ottimismo alla salvezza.

Proprio in occasione della gara con i Viola di Prandelli, un giocatore del Parma si fa notare per un gesto da premio fair play: il difensore Matteo Contini scagiona l'attaccante avversario Gianpaolo Pazzini, accusato dall'arbitro di aver inferto una gomitata a Fernando Couto. Con grande onestà Contini dichiara all'arbitro di essere stato l'autore del colpo inferto al compagno, evitando così l'espulsione, già decretata, dell'avversario. Gesto assai nobile, considerata l'ancora precaria posizione di classifica del Parma, che avrebbe potuto giovarsi della superiorità numerica per portare con più facilità a termine quella gara proibitiva con una vittoria, poi comunque arrivata anche in undici contro undici.

L'impresa di Ranieri e della nuova proprietà sta prendendo forma ed i media iniziano ad accorgersene: l'episodio di Contini è un motivo in più per incrementare ulteriormente la rinata attenzione verso i crociati.