Era Preziosi: Genoa regina del mercato

enrico preziosiGli anni Duemila: dal pericolo fallimento alla riconquista della A fino all'Europa League
Inizia il nuovo millennio, ma le sorti del Genoa non cambiano, anzi peggiorano. Il Genoa passa nelle mani di Gianni Scerni, ma i risultati scarseggiano e le contestazioni arrivano presto, così che prima Massimo Mauro, ex giocatore di Juventus e Napoli, poi lo stesso azionista di riferimento Scerni lasciano la presidenza. Scerni passa la mano e cede il pacchetto di maggioranza della società all'imprenditore veneto Luigi Dalla Costa. Diventerà poi l'unico proprietario, e, dopo alcuni investimenti sbagliati, porterà il Genoa a un passo dal fallimento, comunque non avvenuto grazie all'aiuto della Costa Crociere prima e di Enrico Preziosi dopo.

Nel 2003 Onofri lascia la panchina rossoblu nel precampionato a causa del troppo stress dovuto alle grandi pressioni che derivavano dal ruolo di allenatore e alla recente scomparsa dell'amico ed ex bandiera del Genoa, Fabrizio Gorin. La panchina è affidata a Vincenzo Torrente, ma non essendo ancora allenatore professionista sarà affiancato da Rino Lavezzini.

La squadra naviga nelle zone basse della classifica, a gennaio vengono venduti i migliori giocatori e arriva la retrocessione in Serie C. Durante l'estate, grazie al "Caso Catania" il Genoa verrà ripescato in B assieme a Catania e Salernitana, mentre la Fiorentina, dopo aver vinto il campionato di C2 passerà direttamente nel campionato cadetto.

La stagione 2003-2004, iniziata con Roberto Donadoni in panchina e proseguita con l'ingaggio di De Canio, servì per porre le basi per la promozione dell'anno seguente, con un Genoa che prima rischia la retrocessione per tutto il girone di andata e poi risale, grazie al mercato di gennaio, con l'arrivo di calciatori come Milito, Tedesco e Scarpi. Il primo in particolare, un attaccante argentino proveniente dal Racing Avellaneda con cui aveva appena vinto il campionato nazionale, da un grande apporto alla squadra con i suoi goal. Nell'estate successiva il nuovo patron Enrico Preziosi lavorò meticolosamente per la promozione, portando altri innesti importanti e ripartendo dalla precedente gestione De Canio.

Un deludente precampionato e la precoce eliminazione dalla Coppa Italia, sconfitta in casa dal Lumezzane con una tripletta di Sinigaglia, portarono però all'esonero del mister e al successivo arrivo di Serse Cosmi. Il girone di andata, dopo un inizio altalenante, si concluse con 46 punti, primo posto e molti record stagionali. Preziosi non riuscì però a soddisfare le esigenze del mister nel mercato di gennaio, portando alla rottura dei rapporti tra Cosmi, la società e la squadra. Molti episodi lasciarono perplessi e la difesa invalicabile di inizio stagione lasciò spazio a un reparto di basso livello, principale causa di un periodo di flessione caratterizzato da molti pareggi e sconfitte.
Dopo la vittoria con il Catanzaro alla terz'ultima giornata, il Grifone, quasi matematicamente in A, affrontò la sfida con il Piacenza, che portò a un pareggio due a due di fronte a 18 mila tifosi seguito da una rissa e da maxi-squalifiche.

All'ultima giornata, di fronte a 40 mila sostenitori, il Genoa affrontò il Venezia, già matematicamente retrocesso, ottenendo la vittoria promozione, seppur soffrendo ancora almeno per tre quarti di partita, per tre a due.
In seguito però, il club venne coinvolto in un caso di illecito sportivo relativo a quest'ultima partita e, al termine del procedimento sportivo, venne declassato all'ultimo posto del campionato di Serie B 2004-2005 con conseguente retrocessione in Serie C1 con 3 punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2005-2006. Si è trattata della seconda retrocessione in C nella storia rossoblu dopo quella avvenuta nel 1970.

Nella stagione 2005-2006, si verifica un ulteriore inasprimento della punizione a carico del Genoa con altri tre punti di penalità ed un ulteriore anno di interdizione al presidente Preziosi, per aver presentato ricorso in appello ad un Tribunale civile di Genova), violando così per la prima volta nella storia del calcio il lodo che attribuisce questo tipo di vertenze al TAR del Lazio. Questa sanzione non è stata confermata; pertanto i punti di penalizzazione sono rimasti i tre iniziali. Successivamente viene revocata la vittoria contro il Ravenna per avere schierato un giocatore squalificato ed assegnando i tre punti a tavolino all'avversaria: tutto ciò ha concorso a demoralizzare i giocatori rossoblu, che a poche giornate dalla fine del campionato, vengono raggiunti e superati dallo Spezia.

Nel novembre 2005 il presidente e maggiore azionista, Enrico Preziosi, decide di cedere a titolo gratuito il 25% delle proprie azioni alla neo costituita Fondazione Genoa 1893, che si affianca alla Società Genoa CFC.
Nell'intendimento del presidente Enrico Preziosi, vi è che il Genoa divenga a termine una società posseduta direttamente ed interamente dai suoi sostenitori; una cosa analoga è già avvenuta negli Stati Uniti per la squadra di football americano dei Green Bay Packers.

La stagione in terza serie si apre con l'immutato amore dei tifosi, con 15 mila abbonati, che seguiranno una squadra smantellata per giocare in Serie A; restano in rossoblu, nonostante il declassamento, Scarpi, Lamacchi, Tedesco, Rossi e Caccia ma la società è costretta a rinunciare a giocatori come Abbiati, Milito e Lavezzi.
La squadra affidata a Giovanni Vavassori, dopo alcune iniziali difficoltà, inanella una sequenza di vittorie. In seguito vi è una flessione importante, che costa il posto al tecnico bergamasco, sostituito da Perotti, salvo ritornare una volta fallito l'obiettivo della promozione immediata. Il Genoa conquista comunque la promozione in Serie B ai play-off. Nell'estate 2006 riparte il nuovo Genoa. La squadra è nuova, ma da completare: arrivano gli esperti De Rosa, Bega, Juric, Milanetto, Adailton, l'argentino Luciano Gabriel Figueroa, il giovane Criscito (il cui cartellino è in comproprietà con la Juventus), Sculli, che verrà squalificato per un presunto caso di calcio-scommesse e l'allenatore Gian Piero Gasperini, reduce dai successi nel settore giovanile della Juve e a Crotone.

È il campionato più duro della storia: con la Juventus decapitata da Calciopoli, con il Bologna, il Napoli e altre squadre di buon livello a contendere il ritorno nella massima serie. Il Genoa parte bene, il brasiliano Adailton segna una rete dopo l'altra e per un certo tempo rimane al comando della classifica; dopo la grande partenza dei primi mesi, però, verso novembre-dicembre inizia una flessione, che vedrà il Grifone soccombere contro Spezia e Bologna. Genoa-Juventus si conclude in un pareggio caratterizzato dal rigore sbagliato con Adailton, dalla rete su punizione di Pavel Nedved e dal pareggio di Ivan Juric. Dopo questa gara, il Genoa mette nel carniere vari risultati positivi, superando il momento difficile patito a novembre grazie anche ai rinforzi di gennaio (Di Vaio e Leon su tutti). A fine campionato il Genoa di Gasperini finisce al terzo posto in classifica dietro Juventus e Napoli, con 10 punti più del Piacenza e riuscendo così ad evitare i play-off, aggiudicandosi la promozione in Serie A, in cui torna dopo dodici anni.

Nel campionato 2007/08 la compagine rossoblu, si toglie molte soddisfazioni come la vittoria in casa del Palermo e il pareggio in rimonta con l'Inter in casa, conclude il proprio campionato con quattro sconfitte consecutive, rispettivamente con Empoli, Parma, Lazio e Atalanta attestandosi alla decima posizione. La società decide di consolidare l'ottima posizione raggiunta, e d'investire in nuovi giocatori, con l'obiettivo di potenziare la squadra. Il mercato del Genoa è scoppiettante e punta in particolare su giocatori giovani come Bocchetti e Papastathopoulos o da rivalutare come Ferrari e Thiago Motta. A fine luglio 2008 la società assume Rino Foschi, ds proveniente dal Palermo, che però si dimette da lì a poco. Nel corso della campagna acquisti, il figlio del presidente Preziosi, Fabrizio, affianca il padre nella gestione operativa della società, diventando famoso per il "lancio" del contratto dell'attaccante Diego Milito, al ritorno al Genoa dopo tre anni di assenza, all'ultimo minuto del calciomercato.

Dopo un avvio di campionato positivo il Genoa di Gasperini, Rossi, Milito, Motta e compagni vince il 99º derby della lanterna con un gol di testa di Milito su assist di Omar Milanetto. Il Genoa finisce il girone d'andata al quarto posto in classifica. In seguito la squadra rimane per numerose giornate al quarto posto (che avrebbe garantito la qualificazione ai preliminari di Champions League). Alla fine riesce a qualificarsi matematicamente alla penultima giornata per la nuova Europa League forte del quinto posto ottenuto: erano 18 anni che il Genoa non tornava in Europa. Dopo il quinto posto della stagione 2008-2009, il Genoa si appresta ad affrontare la stagione successiva, che lo vede impegnato su tre fronti: campionato, Coppa Italia e la nuova Europa League. All'inizio dell'estate, due dei giocatori più rappresentativi, Diego Milito e Thiago Motta, vengono ceduti all'Inter, ma la campagna acquisti resta comunque di alto livello, con gli arrivi di Marco Amelia dal Palermo, Alberto Zapater dal Real Saragozza, Houssine Kharja dal Siena, Emiliano Moretti dal Valencia, Hernan Crespo dall'Inter, Rodrigo Palacio dal Boca Juniors e Sergio Floccari dall'Atalanta.

La stagione per il Grifone si apre bene sia in Europa League che in campionato ma nelle partite successive, il colleziona però risultati altalenanti, offrendo ottime prestazioni, come nel derby di andata, vinto per tre a zero, ma subendo anche vere e proprie disfatte come la sconfitta casalinga per cinque a zero contro l'Inter ed il tre a zero subito contro il Lilla in Europa League. Il girone di andata si chiude con 27 punti: il rammarico è l'eliminazione dall'Europa League, a causa della sconfitta interna contro il Valencia. Il girone di ritorno inizia sulla falsa riga di come era finito quello di andata, con buone gare disputate in casa e prestazioni sottotono in trasferta. In Coppa Italia, i rossoblu vengono eliminati a Marassi dal Catania: Il Genoa chiude al nono posto.

Nell'estate 2010, il presidente Preziosi regala importanti colpi di mercato, tra cui spiccano i nomi dei nazionali portoghesi Eduardo e Miguel Veloso, il laterale destro brasiliano Rafinha e l'attaccante italiano Luca Toni, tanto che la squadra rossoblu verrà definita "la regina del mercato". Le aspettative vengono precocemente deluse: la squadra alterna sconfitte a vittorie sofferte, i nuovi innesti faticano ad inserirsi e il gioco spumeggiante di Gasperini sembra un lontano ricordo. A novembre il tecnico piemontese viene esonerato e la squadra viene affidata a Davide Ballardini. La stagione prosegue senza grossi sussulti, la squadra mantiene una tranquilla posizione in classifica, regalando ai tifosi la soddisfazione di vincere entrambi i derby. Nonostante una salvezza conquistata con largo anticipo, Ballardini non viene confermato e al suo posto viene ingaggiato Alberto Malesani.

L'inizio di campionato è ottimo, il Genoa dopo tre giornate è al primo posto con 7 punti, ma ancora una volta la squadra rallenta e dopo la sconfitta per 6-1 contro il Napoli, anche Malesani viene allontanato; il presidente sceglie Pasquale Marino, che ottiene anche importanti risultati (3-2 contro Udinese, Napoli e Lazio), poi però i rossoblu ottengono solo 6 punti dalla quarta alla sedicesima giornata di ritorno, venendo perciò invischiati nella zona retrocessione. Marino viene esonerato e a sorpresa viene richiamato Malesani. L'insoddisfazione della tifoseria si traduce nella clamorosa protesta della quindicesima giornata di ritorno durante la partita casalinga contro il Siena: sul risultato di 0-4 per i toscani, la partita viene interrotta per le intemperanze dei tifosi della Gradinata Nord, che costringono i giocatori a togliersi le maglie e uscire dal campo; la partita verrà poi ripresa e terminata sull'1-4, costando però la squalifica dello stadio Ferraris fino alla fine del campionato. Malesani viene nuovamente sollevato dall'incarico per far posto a Luigi De Canio: il Genoa vince due delle ultime tre partite, ottenendo una soffertissima salvezza solo all'ultima giornata con la vittoria per 2 a 0 sul Palermo, anche grazie alle sconfitte del Lecce.