Vecchia signora, ma non troppo

Pionieri Juve 1898Lo Sport Club Juventus viene fondato il 1 novembre 1897 da un gruppo di studenti del liceo D'azeglio di Torino. Primo presidente è Eugenio Canfari. La leggenda dice che la decisione di dar vita a un club di calcio fu presa su una panchina di corso Re Umberto. Oggi quella panchina è custodita nella sede del club torinese. La maglia fu inizialmente rosa in tessuto di percalle. Il gruppo di liceali incominciò a cimentarsi nelle prime partite stracittadine. Nel 1899 si cambia denominazione e si opta per Juventus Football Club.

I primi anni del '900: subito Campioni d'Italia

Dal 1900 la Juventus partecipa al campionato. La prima gara ufficiale si svolge l'11 marzo ma è una sconfitta contro i fortissimi del F.C. Torinese. Nel 1901 arriva in semifinale. Nei due anni arriva in finale ma è sconfitta tutte e due le volte dal Genoa.

IL 1905 è l'anno del riscatto ma anche quello in cui la Juve adotta i colori bianconeri importandoli dagli inglesi del Nottingham. In campionato gli juventini vincono il girone piemontese. Sconfiggono poi due volte la Milanese e pareggiano con il Genoa. La Juve è Campione d'Italia proprio davanti ai liguri. Presidente della società è lo svizzero
Alfred Dick, che lascerà la Juve per fondare insieme ad altri soci il Foot-Ball Club Torino. Inizierà così una storica rivalità fra le due squadre della città della Mole. I bianconeri sfiorano un secondo titolo nel 1906 ma rifiutano di giocare la finale contro il Milan per protesta contro la decisione di giocare la gara proprio nel capoluogo lombardo. Inizia un momento difficile per i colori biaconeri. L'esodo dei forti giocatori stranieri che hanno seguito l'ex presidente Dick indebolisce enormemente la squadra. Nel frattempo in Piemonte si affacciano due forti squadre come la Pro Vercelli e il Casale, che domineranno il panorama calcistico nazionale per molti anni. Nel 1908 i bianconeri si ritirano dal Girone Unico Nazionale. Nel 1909 si piazza al terzo posto nelle eliminatorie del Piemonte.

Gli anni '10: evitata la retrocessione e l'arrivo della Grande Guerra

Seguono anni di piazzamenti discreti in ambito locale. La crisi della Juve tocca il suo apice nel 1913 quando i bianconeri evitano la retrocessione in Promozione. Il campionato viene sospeso per l'arrivo della prima Grande Guerra. La società per mantenere vivo l'attaccamento ai colori sociali fa stampare il giornale "Hurrà Juventus". Molti giocatori bianconeri periscono al fronte ma la Juve torna il campo nell'ottobre del 1919 con rinnovato spirito battagliero. Fondamentale in tal senso è la paziente opera dei presidenti Giovanni Hess e Corrado Corradini che rafforzano la squadra. Tra 1914 e 1920 la Juventus migliorò notevolmente il suo piazzamento in campionato fornendo anche alcuni giocatori alla Nazionale. Per tornare alla vittoria bisognerà aspettare però ancora qualche anno.

Gli anni '20: arriva il secondo titolo

L'entusiasmo intorno alla squadra aumenta e pian piano i dirigenti costruiscono la squadra che porterà in bacheca il secondo titolo. Il primo tassello è il portiere Combi, che debutta il prima squadra da titolare a soli 18 anni. Nel 1923 arriva la svolta che segnerà la storia del club bianconero. Edoardo Agnelli, figlio del proprietario della Fiat, assume il controllo della società e nello stesso anno avviò la costruzione di un nuovo impianto sportivo. Nasce così lo Stadio di Corso Marsiglia, il primo in Italia ad essere realizzato interamente in cemento armato. La Juventus si dà un'organizzazione più professionistica. Arrivano il primo allenatore della sua storia, l'ungherese Jenő Károly e giocatori di livello come il magiaro Ferenc Hirzer, e Carlo Bigatto I – il primo capitano della storia bianconera. I bianconeri vincono il loro secondo tricolore nella stagione 1925-26. Vincono prima il Girone B della Lega Nord e affrontano il Bologna campione uscente. Dopo due pareggi si giunge alla bella nella quale prevalgono i bianconeri. Sconfitti gli emiliani la finalissima con la vincitrice della Lega Sud è solo una formalità: l'Alba di Roma viene superata nel doppio incontro per 7-1 a Torino e per 5-0 nella capitale. Lo scudetto va idealmente anche all'allenatore Karoly, morto improvvisamente per infarto. Nelle due stagioni successive la Juventus non riesce a ripetersi. Il bomber Hirzer viene escluso per una modifica ai regolamenti e davanti i bianconeri non sono più così pericolosi. Arrivano solo ottimi piazzamenti.