Il secondo scudetto e l'era Sensi

Coppa Italia 2008 premiazioneRicomincia la scalata al secondo scudetto
In campionato la crescita societaria portò nella stagione 1980-81 al raggiungimento di un secondo posto. Questi avvenimenti anticipano la vittoria del secondo scudetto, avvenuta nella stagione 1982-83, sempre sotto la guida di Nils Liedholm. Della squadra fanno parte il capitano Agostino Di Bartolomei, il centrocampista Carlo Ancelotti, il brasiliano Paulo Roberto Falcão, il difensore Pietro Vierchowod, il centravanti Roberto Pruzzo e l'ala campione del mondo Bruno Conti. Nell'arco della stagione la Roma conquista il primato nelle prime giornate e lo mantiene continuativamente sino alla fine: il titolo viene conquistato l'8 maggio 1983 nello Stadio Luigi Ferraris, dopo un pareggio con il Genoa.

Nell'anno successivo, la Roma vince la sua quinta Coppa Italia e giunge in finale di Coppa dei Campioni, che nell'occasione si disputa proprio allo Stadio Olimpico di Roma. Tuttavia la squadra non riusce ad imporsi contro il Liverpool e, dopo aver concluso i tempi regolamentari per 1-1, perde il trofeo ai calci di rigore, a causa degli errori dal dischetto di Bruno Conti e Ciccio Graziani.

Dino Viola affida successivamente la panchina giallorossa a Sven-Göran Eriksson, che nella stagione 1985-86 vince la sesta Coppa Italia e giunge vicino a conquistare un nuovo scudetto: dopo aver recuperato 8 punti alla Juventus nel girone di ritorno (in un campionato a 16 squadre e con 2 punti per la vittoria), la squadra perde in casa alla penultima giornata contro il già retrocesso Lecce, alla sua prima esperienza in Serie A. La Roma di Dino Viola perse gradualmente competività riuscendo comunque ad avere un ultimo sussulto nel 1990-91; pochi mesi dopo la morte del presidente la squadra vince la sua settima Coppa Italia battendo in finale la Sampdoria campione d'Italia e raggiunge anche la finale di Coppa Uefa perdendola nella doppia sfida contro l'Inter. Tra i protagonisti della stagione si annoverano il capitano di quegli anni Giuseppe Giannini e gli ultimi acquisti della presidenza quali il difensore centrale Aldair, gli attaccanti Rudi Völler e Ruggiero Rizzitelli. Morto Viola, la Roma entra in un lungo periodo di caos societario, acuito nel 1993 dall'arresto del nuovo presidente Giuseppe Ciarrapico.

L'era Sensi
La società viene rilevata successivamente da Franco Sensi, che rafforza la squadra, mancando tuttavia di ottenere risultati di rilievo. Nel decennio si alternano nella panchina l'esperto allenatore trasteverino Carlo Mazzone, Carlos Bianchi e Zdeněk Zeman. Tra i giocatori più rappresentativi del periodo figurano la punta argentina Abel Balbo, il centrocampista Amedeo Carboni, un esordiente Francesco Totti, Marco Delvecchio e Vincent Candela. Nell'estate del 1999 la Roma ingaggia il titolato allenatore Fabio Capello e la punta Vincenzo Montella, ai quali l'anno successivo segue una campagna acquisti tra le più dispendiose della storia giallorossa che, sostenuta dall'iniezione di capitali derivata dall'ingresso in borsa della società, ingaggia atleti di valore quali l'attaccante Batistuta, il difensore Samuel, il centrocampista Emerson e il trequartista Nakata.

La Roma nel 2001 si presenta quindi come pretendente per il titolo che fine stagione risucirà a vincere. La squadrà conquista quasi subito la testa della classifica senza abbandonarla per tutta la durata del torneo, tuttavia alcuni pareggi nelle ultime partite la portano a vincere il titolo solamente nell'ultima giornata grazie ad una vittoria sul Parma. Due mesi dopo la Roma vince anche la sua prima Supercoppa italiana contro la Fiorentina.
Negli anni successivi la Roma, rinforzata con l'acquisto di Antonio Cassano, si mantiene nelle prime posizioni in classifica giungendo seconda nella stagione 2001-02 e nella stagione 2003-04. All'esordio nella nuova UEFA Champions League la squadra non supera il secondo girone eliminatorio nonostante si trovasse prima in classifica a due sole partite dal termine. Nell'estate del 2004 Capello lascia la Roma assieme a diversi giocatori chiudendo definitivamente un ciclo. In questo periodo Rosella Sensi, sostituendo gradualmente alla presidenza il padre Franco, attua una politica societaria di autofinanziamento mirata a garantire il mantenimento di un adeguato livello tecnico della squadra.

Nella stagione 2005-06 la Roma ingaggia l'emergente allenatore Luciano Spalletti con il quale, anche per effetto delle sentenze sportive di Calciopoli, riesce a raggiungere il secondo posto in campionato per tre anni consecutivi. La squadra alternando vittorie di prestigio e rovesci eclatanti si ritaglia anche uno spazio in Europa raggiungendo due volte i quarti di finale di Champions League e vincendo il girone eliminatorio. Tali buoni risultati si concretizzano con la vittoria di due Coppe Italia consecutive (2006-07 e 2007-08), vinte entrambe in finale contro l'Inter, ed una Supercoppa italiana nel 2007.

Nella stagione 2009-10 il dimissionario Spalletti viene sostituito dal romano Claudio Ranieri che raggiunge il secondo posto in campionato e la finale di Coppa Italia, persa sempre contro i nerazzurri. Nella stagione successiva, in seguito alla sconfitta per 4-3 contro il Genoa, Ranieri si dimette per lasciare il posto all'esordiente Vincenzo Montella.

La cessione alla cordata italo-americana
Al termine della stagione la società giallorossa viene ceduta ad un gruppo di imprenditori statunitensi guidato da Thomas DiBenedetto. La nuova proprietà ingaggia come direttore sportivo Walter Sabatini, il quale decide di affidare la panchina giallorossa all'emergente spagnolo Luis Enrique. A partire dal 1 luglio 2012, è stato ufficializzato il ritorno di Zdeněk Zeman sulla panchina giallorossa e dal 27 agosto 2012 è stato eletto dal Consiglio di Amministrazione della Roma, come nuovo presidente, James Pallotta.