Basket, sì ai copricapi religiosi

bilqis-abdul-qaadir-1L'ultimo Bureau della Federazione internazionale di pallacanestro ha tolto la proibizione di indossare turbanti, veli, copricapi religiosi durante le partite di basket. Fino a oggi, le regole permettevano soltanto l'uso di una banda larga al massimo 5 centimetri per bloccare il sudore e fermare i capelli.

Così, ragazze musulmane come Bilqis Abdul-Qaadir, guardia di Indiana State, capocannoniere della sua università in punti, assist e palle rubate, alla quale le regole dei college hanno permesso di giocare con la Hijab, non ha potuto venire a giocare in Europa perché da noi è proibito.

Il basket non è il primo sport di contatto a permettere l’utilizzo di copricapi religiosi: nel 2012, la Fifa, su pressione del Principe Ali bin Al-Hussein di Giordania, membro del comitato esecutivo, aveva concesso alle ragazze musulmane di scendere in campo a capo coperto.

Lo scorso luglio, due cestisti indiani, avevano inoltrato formale protesta perché costretti a togliersi i turbanti prima di affrontare il Giappone nella Asia Cup. Due avvocati americani, tra i quali l’unico membro del Congresso Usa di origine indiana, avevano sollecitato la Fiba ad adeguarsi a quello che già la Fifa e i college americani avevano permesso.