C'ERA UNA VOLTA IL CALCIO

stadio"Quelli del calcio" non hanno capito quale male si stesse sviluppando nel corpo della loro creatura.
E i risultati non si sono fatti attendere: il male è esploso. Il mondo del calcio continua a non capire che c'è tanto lavoro da fare. È avvelenato. Violento. Negli stadi, ma anche al di fuori dagli spalti, dove ormai succede di tutto. "Quelli del calcio" perdono di vista i veri problemi e le vere decisioni da adottare. Ognuno cura i propri interessi di bottega. Nella stagione del presunto cambiamento abbiamo visto ancora poliziotti feriti, tifosi uccisi, dirigenti ricattati, stadi chiusi a parte del pubblico, partite anticipate e posticipate per motivi di sicurezza, gare disputate a porte chiuse. Ma se è un dato di fatto constatare che il calcio è questo, chiediamoci il perchè. Cerchiamo di valutare tutti gli aspetti con il loro giusto peso, e ci riferiamo a tutti gli attori. Anche alla classe politica, che non si è mai attivata seriamente per risolvere il problema. Eppure, quando lo stato ha voluto (come per il terrorismo) il male è stato individuato e debellato.

La classe dirigente del calcio non ha mai intrapreso azioni di solidarietà in maniera unanime; anzi, il suo comportamento si è tradotto in litigi, imbrogli e altro. E quando gli attori non sanno, o non vogliono, comunicare tra loro, il solco aumenta vertiginosamente. Anche mass media e giornalisti fanno la loro parte, perché pur di alzare l'audience o vendere qualche copia di giornale in più c'è chi venderebbe l'anima al diavolo. "Quelli del calcio" sono anche i tifosi. Ma tifosi...di che? Come fa un vero supporter ad andare a vedere una partita di pallone, che dovrebbe essere un'occasione di divertimento e ritrovo, e trasformarsi nell'Incredibile Hulk?! La violenza dello stadio non arriva da chi vuole assistere la propria squadra giocare. La violenza arriva da chi va sui gradoni a delinquere. Allora che si fa? In prigione. Dietro le sbarre per rimanerci. E non per uscire dopo aver bevuto un caffè. Per quanto riguarda noi, siamo un gruppo di professionisti e, forse, di illusi. Crediamo in questo nostro progetto, FreeFootball, parlando di etica, valori dello sport e importanza della vita. È il nostro nuovo viaggio insieme a voi. È il nostro modo di vedere, di analizzare. Un nuovo modo di informare e di vivere. Chissà se riusciremo a vedere un mondo nuovo grazie ad occhi nuovi. Un calcio d'altri tempi, in campo e fuori. Quanto ci manca!