La prima promozione in Serie A

Angelo PiccioliDopo essere tornato nelle divisioni superiori, il Verona iniziò una lunghissima cavalcata che lo portò 14 anni dopo a vincere il suo primo campionato di Serie B. In mezzo ci furono una serie di prestazioni annuali rassicuranti che tennero gli scaligeri quasi sempre nella metà superiore della classifica. La promozione venne sfiorata già nel 1948, quando la squadra arrivò al secondo posto del girone B alle spalle di uno scatenato Padova: in quella specifica occasione però, solo la prima classificata dei due gironi venne promossa in massima serie e così il Verona fu costretto a pazientare ancora, fino al 1957.

Quell'anno i gialloblu guidati da Angelo Piccioli (secondo allenatore più presente sulla panchina scaligera con 225 partite, dietro al solo Bagnoli) furono i protagonisti del torneo e pareggiando in casa con il Como per 1-1 nell'ultima giornata di campionato ottennero il punto che mancava loro per poter festeggiare la tanto agognata promozione. L'entusiasmo fu tale che i tifosi corsero in campo per incoronare d'alloro il capo dei giocatori.

L'A.C. Verona restò in Serie A una sola stagione (1957-1958), dopodiché tornò nella serie cadetta: il girone d'andata fu migliore di quello di ritorno, alla fine del quale i gialloblu disputarono un doppio spareggio contro il Bari, secondo classificato tra i cadetti, che ottenne la promozione ai danni degli scaligeri (0-1, 0-2).

L'anno successivo la società veneta assorbì un club minore veronese, l'A.S. Hellas, nel frattempo ammessa in serie C, in modo da poter riprendere la denominazione di Associazione Calcio Hellas Verona in omaggio alle sue origini.

Il decennio in serie A
Allenata da Nils Liedholm, la squadra ritornò in Serie A esattamente un decennio più tardi, nel 1968.
In mezzo ci furono una serie di annate anonime, con l'Hellas Verona che ottenne la salvezza, ma senza mai entrare in lotta per la promozione.

In quella stessa stagione la promozione fu raggiunta all'ultima giornata, grazie ad una vittoria sul Padova per 1-0. Contemporaneamente, infatti, il Bari pareggiò a Perugia e cedette la seconda posizione agli scaligeri, che poterono gioire assieme al Palermo primo classificato e al Pisa.

Stavolta i gialloblu non retrocessero subito ed avviarono un ciclo di salvezze, che permisero loro di restare per un lungo periodo nella massima serie. Di quegli anni si ricorda la storica vittoria per 5-3 ottenuta contro il Milan nell'ultima giornata della stagione 1972-1973 che costò al Milan lo scudetto (il Milan avrebbe perso il campionato a Verona anche nel 1989-1990, alla penultima giornata finendo la partita in otto e perdendo 2-1 contro una squadra già praticamente retrocessa. Da qui la celebre espressione della "fatal Verona").

Nel 1973-1974 l'Hellas Verona finì la stagione al quart'ultimo posto evitando la retrocessione, ma fu condannato alla Serie B durante i mesi estivi a causa dello "Scandalo della telefonata" in cui furono coinvolti il presidente della squadra Saverio Garonzi e un ex, Sergio Clerici. Il Verona ritornò comunque subito in Serie A al termine del campionato successivo, in virtù dello spareggio vinto a Terni contro il Catanzaro (1-0).

nils-liedholm1Le tre finali di Coppa Italia
Nella stagione 1975-1976 la squadra arrivò in finale di Coppa Italia per la prima volta nella sua storia, eliminando Torino, Cagliari, Lazio e Inter. Tuttavia in finale l'Hellas Verona fu sconfitto 4-0 dal Napoli, con il risultato sbloccato solo al 74º minuto dall'autorete del portiere Alberto Ginulfi, dopo che Gianfranco Zigoni aveva colpito un palo sullo 0-0.

Il 15 aprile 1978 la squadra fu coinvolta nell'incidente ferroviario di Murazze di Vado (Bologna): viaggiava sul primo vagone del treno che deragliò e che fu investito dalla "Freccia della Laguna", per fortuna prima dell'incidente la squadra si era spostata nella carrozza ristorante, che non fu tra quelle scagliate dall'urto nel dirupo sottostante, ma la paura fu molta.

Dopo aver disputato dieci campionati su undici in Serie A dal 1968 in poi (che sarebbero stati undici senza lo "scandalo della telefonata"), il Verona retrocesse nel 1979. Il presidente Saverio Garonzi passò la mano e la società rimase in B per tre anni. Nel secondo di questi 1981 un improvviso calo nel finale porto l'Hellas a lottare per evitare la C ma alla fine riuscì a salvarsi.

Proprio da quello spavento, e dalla conseguente rivoluzione di rosa e tecnici, prese avvio quello che sarebbe stato il ciclo di vittorie più importante della storia del club scaligero. Nella stagione 1981-1982 il Verona, che, come detto, nel campionato precedente aveva lottato per non retrocedere, sotto la guida del nuovo allenatore Osvaldo Bagnoli vinse il campionato di serie B con un bilancio finale di 17 vittorie, 14 pareggi e 7 sconfitte e tornò nella massima serie.

L'anno successivo, nel girone di andata della Serie A, contese a lungo il primo posto della classifica con la Roma che poi vinse il titolo. Nel girone di ritorno ci fu un inevitabile calo fisico, ma la squadra riuscì comunque a terminare il campionato al quarto posto. Nello stesso anno giunse nuovamente alla finale di coppa Italia. Dopo una vittoria casalinga per 2-0 il Verona arrivò a Torino per giocare contro la Juventus che però si aggiudicò la coppa ai supplementari (3-0).

Nella stagione 1983-1984 la squadra, dopo un momentaneo primo posto in classifica nella seconda metà del girone d'andata, giunse sesta alla fine del campionato. Disputò di nuovo la finale di Coppa Italia: dopo un 1-1 al Bentegodi, l'Hellas perse nel ritorno all'Olimpico per 1-0 contro la Roma di Falcao.