Lo scudetto di Bagnoli

bagnoli«Perché quando hai modo di conoscere ed apprezzare chi soffre con te alla domenica e partecipa alle tue gioie e ai tuoi dolori pur non essendo in campo, ti ci affezioni. Almeno io sono fatto così. E per questo motivo, per rispetto nei confronti chi mi ha amato e osannato fino ad invocarmi come sindaco di Verona, non ho accettato di vestire altre maglie di società italiane. Il loro rispetto meritava il mio rispetto... ». (Preben Elkjær Larsen)

Dopo aver disputato due campionati di Serie A conclusi nella parte alta della classifica (ed entrambi corredati da una finale di Coppa Italia), nell'estate del 1984 l'Hellas Verona ingaggiò due giocatori stranieri: il nazionale tedesco Hans Peter Briegel e il nazionale danese Preben Larsen-Elkjær (che scelse di farsi chiamare semplicemente Elkjær).

La formazione-tipo che vinse il campionato fu: Garella; Ferroni I, Marangon I; Briegel, Tricella, Fontolan I; Fanna, Volpati, Galderisi, Di Gennaro, Elkjær; allenatore era Osvaldo Bagnoli. Tra le riserve, Luciano Bruni, Luigi Sacchetti e Franco Turchetta diedero il contributo più importante.

I momenti chiave di quel campionato furono: la vittoria interna per 3-1 ottenuta contro il Napoli di Maradona alla prima giornata; il successo contro i campioni d'Italia in carica e futuri campioni d'Europa della Juventus, battuta 2-0 alla quinta giornata, con Elkjær che segnò a Tacconi l'epico goal senza scarpa, persa nel corso dell'azione; il trionfo allo stadio Friuli di Udine alla diciottesima giornata, dove i veronesi sconfissero in una rocambolesca gara l'Udinese per 5-3 (quando tutti avevano la sensazione che i giocatori stessero ormai perdendo energie); tre vittorie consecutive contro Roma (1-0), Fiorentina (1-3) e Cremonese (3-0) che lanciarono i veneti in una definitiva corsa solitaria; il pareggio per 1-1 ottenuto a Bergamo contro l'Atalanta alla penultima giornata che garantì all'Hellas Verona la conquista dello scudetto con un turno di anticipo.

L'Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli vinse il campionato ed entrò nella storia. Ottenne 15 vittorie, 13 pareggi, 2 sconfitte e in totale 43 punti (si assegnavano ancora 2 punti per vittoria), staccando di 4 lunghezze il Torino secondo classificato, con Inter e Sampdoria a completare le prime quattro posizioni.

Lo scudetto assunse valore non solo perché conseguito in un'epoca in cui le squadre italiane stavano iniziando a riaffermarsi a livello internazionale (l'Italia stessa era campione del mondo), ma anche perché nel campionato italiano giocavano molti tra i migliori calciatori del mondo come Platini, Zico, Maradona, Socrates, Rummenigge, Falcao e molti altri.

«Il fatto che in quella stagione tutto abbia funzionato a meraviglia, mai un ingranaggio fuori posto, è stato merito anche di chi aveva il più semplice degli incarichi e che tassello dopo tassello ha contribuito a rendere reale ciò che tutti consideravano un grande sogno»
(Osvaldo Bagnoli)

Fanna VeronaL'Hellas Verona ha debuttato nelle competizioni internazionali partecipando alla Coppa Mitropa del 1969-1970 (la competizione europea più antica che trovava le sue origini nel lontano 1927), ma venne subito eliminato dai cechi dello Slavia Praga (4-1 e 0-3).  Poco più tardi partecipò al torneo Anglo-Italiano del 1971, dove chiuse al quarto posto tra le sei squadre italiane che vi presero parte.

Nel 1982-1983, in virtù della vittoria nel campionato cadetto dell'anno precedente, l'Hellas Verona partecipò nuovamente alla Coppa Mitropa, nella quale però ancora una volta non giunse a risultati di rilievo, chiudendo il girone all'ultimo posto con soli due punti. La stagione successiva la squadra debuttò in Coppa UEFA superando la Stella Rossa di Belgrado (1-0 a Verona, 2-3 a Belgrado), e fu poi eliminata al secondo turno dagli austriaci dello Sturm Graz (2-2 a Verona, 0-0 a Graz).

La stagione 1985-1986 vide la squadra in Coppa Campioni grazie allo scudetto conquistato nella stagione precedente. Nei sedicesimi l'Hellas incontrò ed eliminò il PAOK Salonicco (3-1 a Verona, 1-2 a Salonicco, con doppiette di Elkjear in entrambi i match. Ma negli ottavi venne eliminata dalla Juventus campione uscente e ammessa di diritto alla manifestazione. La partita di andata si giocò al Bentegodi e finì 0-0.

Quella di ritorno si giocò a Torino a porte chiuse (per via della sanzione irrogata dall'UEFA alla Juventus dopo la tristemente nota finale di Bruxelles contro il Liverpool) e finì 2-0 per i bianconeri con il tanto contestato arbitraggio del francese Wurtz, al punto che Elkjaer, al termine della partita, mimò all'arbitro il gesto di un assegno e Bagnoli, rivolgendosi ad un funzionario di polizia (che voleva entrare nello spogliatoio del Verona per capire come mai una delle vetrate dello spogliatoio fosse andata in frantumi) disse la celebre battuta: "Se cerca i ladri, sono di là!", indicando lo spogliatoio juventino.

Nella stagione 1987-1988 la squadra ottenne il suo miglior risultato internazionale, raggiungendo i quarti di finale della Coppa UEFA, grazie a quattro vittorie e due pareggi. Dopo aver eliminato i polacchi del Pogon Stettino, i rumeni dello Sportul Bucarest e gli olandesi dell'Utrecht, il Verona venne infatti eliminato nei quarti dai tedeschi del Werder Brema al termine di un doppio confronto molto combattuto (0-1 a Verona, 1-1 a Brema).
Capocannoniere dell'Hellas Verona nelle Coppe Europee è il danese Preben Elkjær Larsen con 9 gol realizzati in 11 partite giocate tra Coppa UEFA e Coppa Campioni.